martedì 20 ottobre 2009

PILLOLA ABORTIVA RU486 E' LEGALE ANCHE IN ITALIA

Via libera dell'Aifa alla pillola abortiva Ru486

Via libera alla pillola abortiva nel nostro paese. L'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, riunito da questa mattina, ha infatti approvato la delibera per l'utilizzo della RU486 negli ospedali italiani. Entro un mese il documento verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e diventerà così esecutivo. L'Aifa ha sottolineato che il percorso seguito «è stato assolutamente rispettoso dell'iter procedurale previsto dall' Emea (l'Ente regolatorio europeo) per il mutuo riconoscimento di un farmaco, verificandone efficacia, sicurezza e compatibilità con le leggi nazionali nel rispetto e a tutela della salute della donna». Dopo uno scrupoloso iter di verifiche scientifiche, tecniche e legislative che, ha sottolineato l'agenzia, «ha richiesto molto tempo sono state disposte restrizioni importanti all'utilizzo del farmaco, al solo fine della massima tutela della salute del cittadino, compito primario dell'Agenzia».

L'Aifa ha già approvato la delibera presentata il 30 luglio scorso, che prevede il «rigoroso rispetto» della legge 194, l'obbligo di assumere il farmaco nelle strutture sanitarie individuate dalla legge ed entro la settima settimana di amenorrea, col vincolo del ricovero fino all'espulsione del feto, e l'attento monitoraggio di tutto l'iter abortivo. In particolare, la delibera stabilisce alcuni vincoli nell'utilizzo della RU486 nel nostro paese: «L'impiego del farmaco - si legge nel testo - deve trovare applicazione nel rigoroso rispetto dei precetti normativi previsti dalla Legge 22 maggio 1978, n.194 a garanzia e a tutela della salute della donna; in particolare il farmaco deve essere assunto in una delle strutture sanitarie individuate dalla citata Legge 194/78 ed alle medesime condizioni ivi previste, sotto la stretta sorveglianza di un medico del servizio ostetrico ginecologico cui è demandata la corretta informazione sull'utilizzo del medicinale, sui farmaci da associare, sulle metodiche alternative e sui possibili rischi connessi, nonchè l'attento monitoraggio del percorso abortivo onde ridurre al minimo le reazioni avverse segnalate, quali emorragie, infezioni ed eventi fatali».

19 ottobre 2009

fonte: l'unita'

lunedì 8 giugno 2009

In tutta Europa si puo' abortire farmacologicamente , in italia no ..... penalmente punibile di reato. e nel freattempo le ragazzine e le straniere prendono un farmaco per l'ulcera...in completa solitudine... complimenti .
http://tv.repubblica.it/copertina/cytotec-l-aborto-express/33498?video

cytotec

fonte: repubblica

Fa abortire, indagine sul farmaco per lo stomaco

PROTEGGE lo stomaco, ma in realtà serve anche per abortire, per «eliminare» il problema di una gravidanza indesiderata con una pastiglia, senza ricorrere a un intervento chirurgico: il farmaco si chiama Cytotec, è registrato in 80 paesi, lo produce la Pfizer. E ora è al centro di una nuova indagine del procuratore aggiunto Raffaele Guariniello: l' inchiesta, affidata ai carabinieri del Nas, mira a verificare se sia stato prescritto e utilizzato proprio per porre a termine una gravidanza fuori dalle mura ospedaliere. Nel «bugiardino» è ben presente il suo effetto indesiderato, quello di indurre l' aborto, che però per molte donne, soprattutto extracomunitarie, si è rivelato proprio lo scopo della sua assunzione: il Cytotec provoca contrazioni uterine, e per questo nelle controindicazioni è sconsigliata la somministrazione a donne in stato di gravidanza accertata o presunta, e persino durante l' allattamento. Su Internet si trovano però dosi e tempi di assunzione consigliate per provocare l' espulsione del feto. A rischio e pericolo delle gestanti che, nel caso in cui non riescano ad abortire, potrebbero riportare problemi di salute non solo su se stesse ma anche sul feto, aumentando il rischio di malformazioni. L' inchiesta è solo all' inizio: Guariniello ha accertato che non ci sono responsabilità da parte dell' azienda produttrice, la multinazionale Pfizer, proprio perché nel foglietto illustrativo sono riportate in modo chiaro le controindicazioni. Il farmaco inoltre è prescrivibile solo tramite una ricetta «non ripetibile» del medico, escamotage che dovrebbe servire a sconsigliare un indebito utilizzo del medicinale. Ma proprio su questo aspetto si concentrerà tutta l' indagine. L' obiettivo della procuraè infatti quello di verificare a tappeto tutte le ricette utilizzate per l' acquisto, in modo da capire se sia stato prescritto anche a donne in stato di gravidanza. Non si preannuncia un' inchiesta semplice ed immediata, ma in procura gli inquirenti hanno ricordato come grazie a una simile verifica fosse nata tempo fa l' inchiesta sui farmaci dopanti, quelli cioè utilizzati indebitamente per migliorare le prestazioni fisiche degli atleti. Nel caso del Cytotec, il reato ipotizzato sarebbe la violazione della legge sull' aborto, che deve avvenire es clusivamente in ospedale. Il farmaco serve per curare il reflusso gastroesofageo, prevenire le ulcere, specialmente se indotte dagli antinfiammatori. In Brasile e in Egitto è però registrato per l' induzione del travaglio di parto, e il suo uso risulta ampiamente diffuso nei paesi dove l' aborto è vietato. In dieci ore si raggiunge l' effetto in-desiderato: l' espulsione del feto. Ma i tempi possono variare a seconda della settimana di gestazione. - SARAH MARTINENGHI